Scopo del sito

Questo sito nasce come uno spazio dedicato alla riflessione libera sugli aspetti universali della Torah. I principali temi trattati nelle nostre pagine riguardano lo studio del Tanakh (la Bibbia ebraica), dell’Ebraismo, dell’etica e della religione in generale, con particolare attenzione al rapporto che esiste nella visione biblica tra il popolo d’Israele e l’umanità.

Molti popoli accorreranno e diranno: «Venite, saliamo al monte di Hashem, alla casa del Dio di Giacobbe. Egli ci insegnerà le sue vie e noi cammineremo nei suoi sentieri». Poiché da Sion uscirà la Torah e da Gerusalemme la parola di Hashem (Isaia 2:4).

Ci opponiamo al dogmatismo e all’atteggiamento di chiusura mentale che spesso ostacola la diffusione dei valori spirituali. Il nostro intento non è quello di fare proselitismo, ma ci proponiamo di stimolare la ricerca personale dei nostri lettori e di offrire spunti di approfondimento a tutti coloro che vorranno condividere il loro interesse per gli argomenti affrontati.

Il sito non è affiliato ad alcuna organizzazione o denominazione religiosa.

10 risposte a “Scopo del sito

  1. Gentile utente, grazie del commento. Per ora si è preferita la forma dell’anonimato, anche perché il sito non riporta idee originali dell’autore (che non è autorevole e non ha titoli da vantare), bensì riflessioni di autori il cui nome è sempre specificato, alcuni anche mai tradotti in italiano.

  2. Il sito non è affiliato ad alcuna organizzazione o denominazione religiosa. E’ vero … però è un sito diciamo di “parte”, pro ebraica: laddove negate(e vi comprendo) la messianicità di Gesù di Nazareth(Yeshua haNozrì) non vedo citati almeno due argomenti a suo favore. Il primo e che morì allo scadere della data indicata dal libro di Daniele sui sessantadue settennali(=la soppressione violenta di “meshiah”). Il gesto di Gesù(io sono un cristiano pentecostale e senza preclusioni verso l’ebraismo) di cavalcare un asinello per il suo ingresso a Gerusalemme ha una valenza fortemente simbolica e profetica. Andò dai capi del suo popolo per ricevere il riconoscimento quale erede davidico … e fu crocifisso su istigazione del sommo sacerdote in carica. Nel NT si rimprovera l’uccisione di Gesù solo alla popolazione residente in Gerusalemme e ai suoi capi, mai agli ebrei residenti al’estero(vedere Atti degli Apostoli). Circa Isaia 53, va detto che egli parla invece proprio del messia “persona”. Anticamente furono i saggi di Israele a identificare il messia come una persona della stirpe reale …E SOLO DOPO IL PENSIERO RABBINICO CAMBIO’ SOGGETTO; INNEGABILMENTE IL MESSIA ERA ATTESO DAL POPOLO EBRAICO COME IL NT ATTESTA. COME QUANDO UNA DELEGAZIONE DEL SINEDRIO ANDO’ A CHIEDERGLI SE LUI ERA IL MESSIA O NE DOVEVANO ASPETTARE UN ALTRO… la storia non puo’ essere riscritta a proprio uso e consumo. Un dialogo fra ebrei e cristiani va impostato anche su questi aspetti (adempimento delle profezie messianiche che, ripeto, non furono interpretate ma solo autoapplicate, che abbondano nella vita del rabbino di Nazaret..

    • Gentile utente, grazie del commento.
      Il fatto che questo blog non sia affiliato ad alcuna denominazione religiosa non significa che sia “imparziale” nel senso di neutro. Ciò che viene espresso nei vari articoli è infatti l’opinione dell’autore, supportata da argomentazioni.

      Nel suo commento ha scritto che la vita del rabbino di Nazareth abbonda di adempimenti di profezie messianiche. Ebbene, io ritengo che nessuna delle profezie del Tanakh si sia adempiuta nella persona di Gesù. Le profezie citate dagli evangelisti sono infatti brani estrapolati dal contesto, o interpretati secondo un senso molto lontano dal p’shuto shel mikra (senso letterale delle Scritture). Su Isaia 53 sono stati pubblicati due diversi articoli sul sito, e se avrà tempo di leggerli, scoprirà che l’Ebraismo non ha affatto “cambiato interpretazione” sull’identificazione del soggetto del servo sofferente.
      Per quanto riguarda le settanta settimane di Daniele, passo oscuro e controverso tradotto nei modi più svariati, c’è da obiettare che “mashiach” nella Bibbia non indica mai il “Messia” come lo intendiamo oggi, ma si tratta di un termine applicato ai sacerdoti o ai sovrani consacrati.

  3. E’ sempre il solito problema… le traduzioni non vanno bene, vengono interpretate male… poi tutto condito da zero fonti; basta infatti citare un versetto in un certo modo e riportiamo tutto il gregge di nuovo all’ovile. Senza nulla togliere al lavoro svolto, che si commenta da solo, a questo punto rimanendo nel mondo delle interpretazioni, ci sarebbe da domandarsi se i traduttori dei manoscritti pervenuti (alcuni davvero molto antichi), traducessero male volendo o commettessero errori apposta o ancor peggio proselitismo.

  4. Che appunto non è quello…quindi perchè portare gli altri verso la confusione? Ricordo che il testo non allude affatto a ciò a cui vi siete riferiti (e lo avete evidenziato), anzi è molto chiaro…poco chiaro è il modo di agire che state adottando, privo di fonti e spero non serva a confondere coloro che leggano il passo o a portare certa gente a inutili e futili discussioni. Che poi sappiamo dove vanno a finire…

    • Abbiamo citati fonti sufficienti per un semplice articolo di un blog (che non è una pubblicazione accademica). Nell’articolo compaiono i nomi di tre studiosi e anche di un’opera critica. Non vedo dove sia il problema nel discutere su un brano biblico e sulla sua interpretazione.

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