Le Leggi bibliche del Gher toshav

Il Gher toshav (“residente straniero”) è colui che viene ad abitare in Terra d’Israele pur non entrando a far parte del popolo ebraico. La Torah distingue il forestiero residente dal Nochrì, termine che designa invece qualsiasi straniero che vive tra le altre nazioni.
Se un Gher toshav decide di unirsi al popolo ebraico attraverso la circoncisione, compiendo ciò che nel linguaggio odierno si chiama “conversione all’Ebraismo”, secondo la Torah egli diviene indistinguibile da colui che è nativo del paese (ezrach, in ebraico), cioè il cittadino israelita (vedi Esodo 12:48).

Quali sono gli obblighi che un residente straniero deve osservare per poter vivere in Terra d’Israele?
L’opinione prevalente dei Maestri del Talmud (Avodah Zarah 64b) sostiene che un non-ebreo diviene un Gher toshav nel momento in cui accetta formalmente i sette precetti noachidi davanti a un tribunale composto da tre membri. Ciò significa che l’Ebraismo riconosce ed accoglie gli stranieri a condizione che essi si adeguino almeno ai principi essenziali della moralità universale, cioè alla proibizione di idolatria, bestemmia, assassinio, immoralità sessuale, furto, all’obbligo di perseguire la giustizia e al divieto di cibarsi della “carne con la sua vita”.

Per comprendere la dimensione universale della Torah nel rapporto tra il popolo ebraico e gli stranieri, al di là della schematizzazione rabbinica, è necessario esaminare le leggi relative al Gher toshav nel modo in cui esse sono espresse nella Bibbia. Uno studio di questo tipo può risultare utile anche per capire quale sia il punto di vista della Torah sulla questione dell’immigrazione, un tema sempre attuale che si scontra con problematiche a cui spesso la società di oggi non riesce a dare risposte univoche.

Leggi che tutelano il Gher toshav
  • Agli Israeliti è proibito maltrattare gli stranieri: Non maltratterai lo straniero e non l’opprimerai; perché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto (Esodo 22:20).
    Quando qualche forestiero soggiornerà con voi nel vostro paese, non gli farete torto. Il forestiero che soggiorna fra voi, lo tratterete come colui che è nato fra voi; tu lo amerai come te stesso, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto (Levitico 19:33-34).
  • Bisogna amare lo straniero poiché Dio lo ama: Hashem, il vostro Dio […] non ha riguardi personali e non accetta regali. Egli fa giustizia all’orfano e alla vedova, ama lo straniero e gli dà pane e vestito. Amate dunque lo straniero, poiché anche voi foste stranieri nel paese d’Egitto (Deuteronomio 10:18-19).
  • I giudici non devono discriminare il Gher toshav: Giudicate con giustizia le questioni che uno può avere con il fratello o con lo straniero che sta presso di lui (Deuteronomio 1:16).
  • Gli stranieri possono raccogliere i residui della mietitura: Quando mieterete la raccolta della vostra terra, non mieterai fino al margine del tuo campo, e non raccoglierai ciò che resta da spigolare della tua raccolta; lo lascerai per il povero e per il forestiero (Levitico 23:22).
  • Le decime del raccolto spettano ai Leviti, agli stranieri, agli orfani e alle vedove (vedi Deuteronomio 14:29).
  • Non è lecito negare lo stipendio ai lavoratori stranieri: Non defrauderai il lavoratore povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno degli stranieri che risiedono nel tuo paese, entro le tue porte; gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, poiché egli è povero, e l’aspetta con impazienza (Deuteronomio 24:14-15).
  • Non è lecito far lavorare un non-ebreo durante lo Shabbat: Per sei giorni farai il tuo lavoro, ma il settimo giorno ti riposerai, affinché il tuo bue e il tuo asino possano riposarsi, e il figliuolo della tua serva e lo straniero possano riprendere energia (Esodo 23:12).

In accordo con questi principi che regolano i rapporti con i residenti stranieri, i rabbini hanno codificato le norme relative al Gher toshav nei diversi scritti giuridici. Il Trattato sui proseliti (Mesechet Gherim 3:2-4) riporta: «Non è permesso ingannare [lo straniero], maltrattarlo, trattenere il suo salario e prestargli denaro con interessi. […] Non lo si deve far stabilire alla frontiera, ma in una zona centrale della Terra d’Israele, dove il suo commercio possa svilupparsi».
In Hilchot Melachim 10:12 Maimonide stabilisce: «Ciascuno deve trattare il Gher toshav con il rispetto e la bontà che spettano a un Ebreo, poiché ci è stato comandato di dargli il nostro supporto». Inoltre Nachmanide (Addenda al Sefer HaMitzvot, N.16) dichiara che bisogna soccorrere il residente straniero che è in pericolo anche al costo di trasgredire lo Shabbat .

Diritti, doveri e restrizioni
  • L’affermazione del Talmud secondo cui il Gher toshav deve impegnarsi ad osservare i precetti noachidi risulta coerente con gli obblighi imposti nella Torah. Ai residenti stranieri, infatti, è vietato adorare gli idoli e compiere riti pagani (Levitico 17:8; Deuteronomio 18:9-14); bestemmiare il Nome di Dio (Levitico 24:16); uccidere (Numeri 35:15); commettere adulterio e incesto (Levitico 18:26); nutrirsi della “carne con la vita” ( Levitico 17:13-14). Il forestiero è inoltre considerato sullo stesso livello dell’israelita davanti alla giustizia (Levitico 24:22; Deuteronomio 1:16) e gli è quindi vietato ogni comportamento disonesto. 
  • Se un Gher toshav desidera presentare un’offerta nel Santuario, può farlo purché si adegui alle norme rituali della Torah che riguardano i sacrifici (vedi Numeri 15:14; 19:10).
  • Agli stranieri non è consentito lavorare nel giorno di Yom Kippur (Levitico 16:29).
  • Uno straniero non può prendere parte al sacrificio della Pasqua se prima non si circoncide e diviene parte del popolo ebraico (vedi Esodo 12:48). Tuttavia, anche se non celebra la Pasqua, gli è comunque vietato mangiare il lievito durante i giorni degli azzimi (vedi Esodo 12:19).
  • Il Gher toshav e il Nochrì possono mangiare la carne di un animale che non è stato macellato secondo il rito della Torah (vedi Deuteronomio 14:21), ma non quella di un animale sbranato (Esodo 22:31).
  • Le leggi dello Yovel (Giubileo) non si applicano ai servitori stranieri, ma soltanto agli Israeliti (vedi Levitico 25).
  • Uno straniero non può essere scelto come re di Israele (vedi Deuteronomio 17:14-15).

Benché nell’epoca attuale la categoria giuridica del Gher toshav non sia formalmente riconosciuta, negli ultimi anni l’approccio della Torah in relazione agli stranieri è divenuto oggetto di notevoli attenzioni e riflessioni. Il crescente interesse per l’Ebraismo da parte di persone di origine non ebraica ha fatto sì che venisse posta, in ambito rabbinico, la questione della possibile applicabilità delle leggi del Gher toshav nella nostra era. Alcuni appartenenti al moderno movimento noachide, nel loro avvicinarsi ai valori della Torah, dichiarano infatti di ritenersi in una condizione halachica e spirituale simile a quella del Gher toshav biblico. Se da un lato questo nuovo fenomeno rappresenta una sfida impegnativa per il popolo ebraico, dall’altro bisogna anche considerare che tutto ciò potrà contribuire ad un ampio riconoscimento del significato autentico dell’Ebraismo, in una prospettiva capace di coinvolgere l’intera umanità.

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