Domande e risposte sul Noachismo

Riportiamo in questa pagina la traduzione in italiano di uno scritto del Dr. James D. Tabor tratto dal sito: www.noahidenations.com/noahide-education/articles/about-the-noahides/30-noahide-what-is-bnai-noah.

– In breve, cosa significa “B’nai Noach”?
Detto in maniera semplice, “B’nai Noach”, o “figli di Noè”, è il modo in cui il Talmud si riferisce a tutto il genere umano.
Secondo la Bibbia siamo tutti discendenti di un solo uomo, chiamato Noè, dopo il Diluvio, e siamo perciò “figli di Noè” (Genesi 10).

– Hai detto che questo concetto si trova nel Talmud. E’ anche nella Bibbia?
Sì, ma non con questo nome. Prova a chiederti quale fosse la fede di Enoch, Noè, Shem, Giobbe, Ietro e di tutti coloro che vissero migliaia di anni prima del Sinai. Ricorda che a quel tempo non c’erano Ebrei e non esisteva alcun popolo di Israele. E’ ovvio che queste persone dovevano avere delle credenze, delle norme e dei comandamenti da seguire. Essi godettero di un rapporto pieno ed intenso con l’Unico Dio Creatore. Il Talmud discute sui dettagli di questa fede, che si trovano in varie occasioni nel libro di Genesi.

– Bene, siamo tutti “figli di Noach”, ma qual è il senso di questa descrizione? Esiste una fede religiosa che è possibile accettare e seguire?
Non è solo questo, c’è di più. Accanto all’idea di essere un discendente di Noach ci sono le Leggi Noachidi che esprimono i parametri basilari di una relazione con Dio che sia completa e dinamica.

Una delle descrizioni più accurate è quella dell’Enciclopedia Britannica alla voce “Leggi Noachidi”:
“…una denominazione ebraica talmudica riferita a sette leggi bibliche impartite ad Adamo e a Noè prima della rivelazione a Mosè sul Monte Sinai, e quindi valide per tutta l’umanità” (The New Encyclopedia Britannica, quindicesima edizione, vol.8, p. 737).
Da questa definizione si può comprendere che un “figlio di Noach” fedele, o “noachide”, è una persona che accetta e segue la Via rappresentata dalle Sette Leggi Noachidi, che sono la base del Patto Noachide che Dio ha stabilito con tutto il genere umano.

– Quindi  anche gli Ebrei sono considerati noachidi? Dopotutto sono anch’essi discendenti di Noach.
No, si tratta di una categoria specifica per i Gentili [popoli non-Ebrei, n.d.t.]. Le Leggi Noachidi furono rivelate molto prima di Abramo. Il popolo di Israele, cioè quelli che noi oggi chiamiamo Ebrei, sono i discendenti di Abramo attraverso Isacco e Giacobbe, e possiedono un loro Patto unico e particolare e una missione per il mondo, come è scritto nella Torah rivelata a Mosè sul Sinai. Israele deve essere separato dalle “nazioni” (Numeri 23:9; Esodo 19:5-6).

– Quali sono le Leggi Noachidi?
Proibizione dell’idolatria, della bestemmia, dell’assassinio, delle trasgressioni sessuali, del furto e di mangiare la carne di un animale ancora in vita, più il precetto positivo di stabilire dei tribunali di giustizia.

– Non è un pò troppo semplice? Sembrano le basi dell’etica universale. Si può davvero far derivare una fede religiosa da queste leggi?
Sono abbastanza basilari, ma bisogna capire che le Sette Leggi rappresentano i principi iniziali o le categorie complessive di un’intera fede e di un modo di vivere basato sulla Torah – ma nel modo in cui essa si applica ai Gentili. Ad esempio, la proibizione dell’idolatria dovrebbe includere la comprensione completa del Dio di Israele, della Sua natura, e tutto ciò che costituisce idolatria, incluse le proibizioni delle pratiche occulte e così via.
La proibizione dell'”organo di un animale vivente” riguarda il principio del giusto comportamento verso gli animali.
La proibizione delle trasgressioni sessuali dovrebbe includere tutta la comprensione della sessualità umana secondo la Torah. I Maestri del Talmud ampliano questi precetti in vari modi. Che tu ci creda o no, questo approccio nei confronti di Dio può portare una persona ad un’intera vita di studio e di attività, una “fede nella Torah” appropriata per i Gentili.
La Torah inizia con Genesi. E’ una rivelazione per l’intera umanità, non solo per gli Ebrei. Israele ha la funzione di popolo sacerdotale per portare la fede nella Torah a tutte le nazioni.

– Hai detto che il Noachismo riguarda un intero modo di vivere. Puoi spiegare meglio questo aspetto? Osservare queste leggi, anche ampliandole come delle grandi categorie, è forse già abbastanza per soddisfare i bisogni spirituali della gente? I noachidi hanno preghiere, culti, feste, usanze e tradizioni?
Certamente. I noachidi sono coinvolti nella collaborazione con i principali rabbini in Israele e negli Stati Uniti per sviluppare preghiere, cerimonie e riti che siano appropriati ai Gentili che si sono uniti all’Unico Dio di Israele. Non cercano di creare una nuova religione, ciò sarebbe proibito dalla Torah, ma non intendono neanche “imitare” semplicemente le pratiche ebraiche. Questo confonderebbe ulteriormente le cose. Molti noachidi si sono allontanati da alcune delle comuni festività dell’Occidente, come Natale e Pasqua, e dai relativi elementi pagani associati.
Nel Calendario Religioso dell’Ebraismo c’è molto che si può applicare a tutta l’umanità. Il giorno di Sabato è menzionato per la prima volta in Genesi 2, quando viene santificato come giorno di riposo e di memoriale per la creazione per l’umanità. L’osservanza ebraica del Sabato secondo la norma successiva è un’atra questione. Yom Kippur, il Giorno dell’Espiazione, è sicuramente un giorno in cui tutti gli esseri umani, Ebrei o Gentili, possono riunirsi in uno spirito di pentimento e riconciliazione. Infatti, tutte le feste di Israele possono essere ricordate e onorate in maniera appropriata ai Gentili, ma in solidarietà con il popolo ebraico. I noachidi, con la guida del rabbinato ortodosso, stanno sviluppando cerimonie di matrimonio, preghiere e riti per i giorni sacri adeguati per tutta l’umaità.

Chiaramente, ciò che sta accadendo nei nostri tempi è qualcosa di nuovo. Ci troviamo in una nuova situazione, e noi speriamo, con la grazia di Hashem, che questa ci condurrà ai tempi messianici. In altre parole, c’è attualmente grande cooperazione in molte nazioni tra gli Ebrei studiosi della Torah e i Noachidi. Tutto ciò è nello spirito di Isaia 2 e 11, in cui si parla delle nazioni che vengono a Gerusalemme per imparare le “Vie di Hashem”, e dunque stiamo andando verso i tempi messianici, quando tutta la terra sarà piena della conoscenza di Hashem come le acque ricoprono il mare (vedi Zaccaria 14:9). Ovviamente il mondo intero non deve davvero diventare ebraico. Ma tutte le nazioni possono essere istruite sulle Vie di Dio per questo pianeta. L’idea del Noachismo è l’inizio per raggiungere un grande obiettivo.

– Dunque questo significa che il movimento noachide è in realtà piuttosto nuovo? Potrebbe forse essere definito una setta?
No, è molto antico! Dopotutto ricorda che questa è la fede di Abele, Enoch, Noè, Giobbe e anche di Abramo (prima della sua circoncisione). Non è possibile trovare una fede religiosa su questo pianeta con radici più antiche del Noachismo! Difficilmente potresti chiamare “setta” la religione di questi Patriarchi. E’ il vero fondamento dei valoro etici e morali dell’Occidente.

Inoltre, dal punto di vista storico, i primi membri non-ebrei del movimento sorto attorno a Gesù il Nazareno erano effettivamente partecipi di una certa versione del concetto del Noachismo. In altre parole, il “Cristianesimo” primitivo potrebbe essere classificato più accuratamente come un movimento messianico noachide, nonostante i successivi sviluppi eretici del Cristianesimo che resero Gesù una seconda divinità. Il Noachismo, se viene compreso correttamente, insegna ai Gentili a volgersi direttamente all’Unico Dio come Egli si è rivelato nelle pagine delle Scritture. Questa idea si trova nel capitolo 15 degli Atti degli apostoli e negli insegnamenti di Paolo ai suoi convertiti Gentili nelle epistole come 1Corinzi e 1Tessalonicesi. Egli istruisce i Gentili credenti in Gesù come Messia riguardo le Sette Leggi Noachidi. Queste furono rese obbligatorie per i convertiti gentili proprio da Giacomo, il fratello di Gesù e capo della setta dei Nazareni. Essi erano tra i “timorati di Dio” che frequentavano le sinagoghe ebraiche per imparare la Torah. Nei primi cinquant’anni non c’era nulla in questo movimento che assomigliasse a quello che oggi chiamiamo “Cristianesimo” come religione ellenistica separata dal’Ebraismo. Il movimento era fondamentalmente ebraico, ma con i Gentili invitati a prendere parte sulla base del Noachismo, senza convertirsi all’Ebraismo.

– Allora qual è l’atteggiamento del moderno movimento noachide nei confronti del Cristianesimo?
Senza dubbio il movimento noachide non è cristiano, ma è più ampio di tutte le religioni del mondo. Ricorda, si tratta della fede di tutti i “figli di Noach”, cioè l’intera umanità. Noi vorremmo che si diffondesse tra musulmani, buddhisti, induisti e così via, oltre che tra i cristiani.
Una richiesta fondamentale è quella di lasciar perdere gli “idoli”. La maggior parte delle religioni del mondo praticano l’idolatria in varie forme. I noachidi, alla luce della rivelazione della Torah, incoraggiano chiunque voglia ascoltarli ad abbandonare queste pratiche.
Ad esempio, nessun fedele noachide potrebbe adorare Gesù o equipararlo ad Hashem, l’Unico Dio di Israele; non potrebbe neppure rifiutare la Torah come l’eterna rivelazione di Dio o disprezzare il popolo di Israele. Nel nostro movimento abbiamo gente di diversa provenienza e con diverse credenze. Abbiamo vari livelli, ma ciò che ci unisce è il nostro amore per Dio, per la Torah e per Israele. Quando studiamo insieme ci rendiamo conto che ci stiamo avvicinando ancora di più. Chiunque viene accettato alla luce del suo desiderio di imparare. La vera perfezione è aperta a tutta l’umanità.

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20 risposte a “Domande e risposte sul Noachismo

  1. Noi siamo di Bergamo abbiamo abbandonato tutte le feste come Natal e e Pasqua noi particolarmente non festeggiamo queste feste ma il disagio che provo e per quanto riguarda i miei figli a scuola…cosa devo fare quando c’è Santa Lucia e i bambini ricevano regalo e caramelle?
    I miei bimbi vanno all’ asilo e in quest’epoca fanno recite etc.
    Non so come comportarmi perché i miei figli rimangono gli unici a nn partecipare e posso dire che un po dispiace

    • Dal momento che questo non è il sito di un’istituzione di culto o di un movimento religioso, non posso dirti come comportarti. Tuttavia credo che sia utile distinguere tra azioni che hanno un valore religioso e altre che ne sono invece prive. Ricevere caramelle, ad esempio, non comporta alcun atto di culto o riconoscimento di una fede. Diverso sarebbe invece il caso in cui ai bambini fosse chiesto di rendere omaggio a un’immagine o di recitare preghiere.

  2. Commentare tutte le contraddizioni di questo aritcolo sarebbe molto lungo ed anche inutile. Il Noachismo non so cosa sia, ma è solo frutto del pensiero umano, e nessuna religione può essere chiamata tale se si fonda sul pensiero umano e non solo sulla rivelazione di Dio.
    Aspetta o non aspetta il Messia il noachismo? Crede e non crede in Dio il noachismo, mi andrebbe da chiedere. La parola di Dio è sapienza e potenza di Dio, ma che cos’è per i noachidi la potenza di Dio?
    Cosa posso dirvi, se interrogo io voi non mi rispondereste diceva Gesù,e se gli uomini invece di darsi risposte, pensassero solo a farsi giuste domande, imparerebbero molte cose. Fare quasi come Giobbe, voler interrogare Dio per capire, ma bisogna essere come Giobbe per poterlo fare. Rinunciare a tutta la sapienza umana, voler prendere le difese di Dio e parlare di lui con inganno. Ma sarebbero lunghi discorsi, che forse al limite solo gli atei potrebbero fare, coloro che lo cercano Dio, senza aver presunzione di possederlo.
    Quale misera Illusione pensare di poter sapere qualcosa di DIo, se DIo non si è rivelato a loro.
    Sappiate che voi non avete una mente per comprendere, nè occhi per vedere disse Mosè, e se avete peccato quando io ero in vita, quanto più pecchere dopo la mia morte, disse Mosè.Tutto il resto è illusione.
    Leggete e rileggete ogni cosa di San Paolo, con umiltà e sincerità di cuore, perché lui in fatto di torah non era secondo a nessuna, nè agli studiosi di ieri e nè a quelli di oggi. Se siete studiosi di torah, dovreste confutarlo solo in base alla torah se ne siete capaci. Ma ricordatevi di ciò che disse Gamaliele negli atti degli apostoli, o semplicemnte quello che sta scritto di lui, perché i cristiani vi hanno lanciato una grande sfida in quel passo se avete capito.
    Non mi prolungo oltre per ora, anche se vi vorrei dire tante cose solo per insegnarvi ad essere umili, così come lo sono tutti gli uomini che hanno fede in Dio nella Bibbia. Ma state tranquilli che comunque vada sarà sempre il Signore DIo d’Israele a vincere, perché come ha detto starete zitti di fronte a me, e sarà lui ad esaltarsi, ad ergersi ed innalzarsi, a glorificare il suo nome, affinché tutti gli uomini conoscano il suo Natale e la sua Pasqua.

    • Caro anonimo, hai assunto un atteggiamentoche non mi piace e che non trova posto su questo sito. Non abbiamo bisogno di predicatori che parlino in nome di Dio. Questo è un sito di studio del Tanakh, si parla di versetti e interpretazioni in maniera razionale. Ti pregherei perciò di non salire più sul pulpito e di non predicare la tua fede (che per te è la verità, ma per altri potrebbe essere puramente “pensiero di uomini” esattamente come tu consideri il Noachismo).

  3. Si, mi sono lasciato andare lo so, ma ti confesso che vorrei lasciarmi andare ancor di più. Fallo altrove mi diresti e non qui, e cercherò di farlo altrove. Ma qui avevo fatto delle semplici domande, Credono o non credono in Dio gli esponenti del noachismo, e credono o non credono nel Messia? Bada bene che non ho chiesto se credono o meno in Gesù, ma se credono nel Dio di Israele, e poi ho semplicemente riportate cose scritte nel tanak, dette da Mosé, e per mezzo di Mosè Dio ha promesso un profeta pari a lui, e sarà lui ad insegnarvi ogni cosa.(l’ha detto DIo, non io)
    Tu dici di parlare di versetti ed interpetazioni della Bibbia in maniera razionale, ma in questo mi vorrei confrontare, sulla razionalità. Anche il mio pensiero può essere pensiero umano, ma per questo ti ho citato il passo degli atti degli apostoli in cui si parla di Gamaliele, ed invitato a fare come lui.
    Se mi puoi o vuoi rispondere, vorrei farti una domanda, perché io non sono studioso ma sono curioso. Quando è nato il noachismo? Chi è stato il primo rabbino a parlare dei setti precetti di Noè, in che anno, o meglio prima o dopo la venuta di Gesù?
    Te lo chiedo perché la mia impressione è che il noschismo sia solo una interpetazione alternativa alle tesi cristiane, alla fede e alla verità di altri ebrei, e quindi penso che sia nato dopo, ma mi posso sbagliare, ma tu da studiaso sii accurato se mi puoi rispondere.
    Per il resto, se vogliamo discutere razionalmente ma anche umilemnte ed appasionatamente , possiamo fare una cosa se vuoi.
    In altre parti di questo sito hai detto ( non so se tu o altri) che il cristianesimo è una cattiva novella anzichè buona novella. Mi andrebbe di chiederti il perché, ma ogni cosa può essere solo un giudizio di valore. ( Se Dio ha detto ad Adamo che certamente sarebbe morto, e la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo, la cosa più grande che possa fare Dio, è salvare il suo Adamo e vincere la morte, vincere contro il diavolo, dare vita perché DIo è vita)
    Ma tralsciando ogni giudizio di valore, ogni dogma o fede, sempre se vuoi o puoi, mi potresti fare una lista chiara e semplice in cui mi dici sia cosa c’è di irrazionale nel cristianesimo, sia in quali punti è in contrasto con il tanak, ed io farò il contrario. Confronatre razionalmente se vuoi noachismo e cristianesimo, ma rispetto al tanak, perché dobbiamo avere un unico paramtero di raffronto, altrimenti se stiamo a discutere cosa sia razionale o meno in se stesso, ci perderemmo in inutili discussioni.
    Non so che effetti può avere o suscitare il mio tono e modo di scrivermi ed espriemri, ma è solo la verità che mi sta a cuore, come vorrei fosse per tutti.

    • Io posso avere tranquillamente un confronto con te, anche se non so bene quale potrebbe essere la sede adatta. Inondare articoli che non c’entrano nulla con il cristianesimo di commenti sul cristianesimo mi pare poco appropriato, perché questo blog è nato per studiare l’ebraismo evitando le polemiche interreligiose.
      Cosa sia il noachismo puoi scoprirlo leggendo i nostri articoli. Abbiamo un’intera sezione dedicata a questo argomento, la trovi nel menu in alto, e ti sarà sicuramente più utile di quanto potrei scriverti in un breve commento.
      “Noachismo” comunque è un termine moderno per indicare qualcosa di molto antico, qualcosa che ha le sue basi nel Tanakh e che viene menzionato nel libro dei giubilei (apocrifo), negli scritti di Giuseppe Flavio e nello stesso Nuovo Testamento (il concilio di Gerusalemme si comprende solo alla luce del concetto del noachismo). I precetti noachidi come oggi li conosciamo si trovano nel Talmud e nel Midrash. Per il momento mi fermo qui.

  4. Avremo un confronto, almeno lo spero, non so come, dovrei completare le mie centinaie di pagine che ho scritto, anche se a volte temo che rimarranno sempre allo stato di bozze. Per pigrizia forse, ma a volte piacerebbe più confrontarmi e dialogare che scrivere. Ho letto ciò che è scritto qui del noachismo, come tu puoi leggere i miei commenti sparsi qua e là su questo sito. Vorrei farti tante premesse prima di scriverti qualcosa, perché non amo affatto le polemiche religiose, e non vorrei mai essere frainteso. Il cristianesimo è un’altra religione per gli ebrei, ma lo sai che per i cristiani non è così, e non può essere cosi. SI narra che un maestro di torah, di nome Ben Zakkai, fuggì di nascosto e con uno stratagemma dalla città di Gerusalemme assediata, chiedendo ai romani di concedergli una città per lo studio della torah. Non perisca la torah, insieme con il tempio e cosi fu. Sfuggi dagli zeloti, da altri ebrei, da coloro che volevano difendere il tempio, cosi come un altro ebreo di nome Paolo, della tribù di beniamino ( sul cui territorio sorgeva il tempio) si fece calare di nascosto dalle mura di Damasco per predicare il nome di Gesù ai pagani, sfuggendo dalla mano di altri ebrei. Entrambi ebrei, si erano scontrati entrambi con i propri fratelli, sia zeloti che farisei. Se Gesù non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede, e fu Paolo a chiedere il concilio di Gerusalemme, per motivi che è lungo riportare e riassumere e spiegare. Che cos’è il noachismo?
    Dio ha creato l’uomo a immagine e somiglianza di Dio, ma se immagine indica la stretta vicinanza a Dio, potersi rispecchiare in lui come in uno specchio, somiglianza invece la sua distanza, ciò che sembra ma che non è. Senza rischiare di perderci in misticismi e purificare lo spirito e generare un fantasma, dobbiamo esaminare tutto razionalmente. Ma che cos’è la razionalità, e la differenza fra un ragionamento logico inteso a ricercare e a conoscere la verità, ed un altro fondato solo su dogmi di fede indimostrabili e che poco ci aiutano nelle scelte pratiche della vita quotidiana di questo mondo? Dio è colui che parlò ed il mondo fu. Con le parole ha creato il mondo, e nelle parole della Bibbia è racchiuso il suo mistero. E’ un dogma questo, così come è un dogma che Dio è sempre fedele e razionale, Uno ed integro, indivisibile, in lui non ci può essere nessuna contraddizione, e se la Bibbia è un libro ispirato da Dio, nessuna parola della Bibbia può essere in contraddizione con un’altra. Solo da questi dogmi dobbiamo partire, prenderli come postulati, come assiomi mi sembra che si dica nel linguaggio scientifico e matematico, e se non riusciamo a risolvere le contraddizioni che sembrano esserci nella Bibbia, non dobbiamo mai arrampicarci sugli specchi, perché gli specchi hanno tutt’altra funzione, e servono a riflettere la nostra immagine per poterci riconoscere. Invece che arrampicarci sugli specchi, se non riusciamo a risolvere le contraddizioni, dovremmo fare come Giobbe, cercare di interrogare Dio, senza mai tradire nessuna sua parola, perché Giobbe è stato l’unico che nella Bibbia ha avuto l’onore di essere interrogato da Dio, stando in piedi con i fianchi cinti di fronte a lui. Dov’eri tu quando io ho creato il mondo, gli chiese il Signore, dimmelo se ne sei capace, facendogli contemplare il suo mistero, in quanto la fede non può che basarsi sul mistero, perché come diceva Einstein, l’intelligenza umana è un nonnulla di fronte all’intelligenza infinita di un essere supremo, ma importante è avere piena coscienza di un infinito mistero per poter vedere Dio con i propri e non conoscerlo solo per sentito dire.
    Perché a volte vien detto che Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza, ed a volte solo a sua immagine? Usa le parole a caso il Signore, o semplicemente le usa a caso l’autore della Bibbia per descrivere l’opera della sua creazione? Se leggi la Bibbia ed il racconto del diluvio universale, si evince che degli uomini che Dio sterminò sotto il diluvio, sta scritto che erano a somiglianza di Dio (omesso il termine immagine), ma quando stipulò l’alleanza con Noè con tutto l’umanità, sta invece scritto che egli ad immagine di Dio ha creato l’uomo ( omettendo il termine somiglianza). Si penti di aver creato l’uomo, (pensa un pò quanto può essere grande il fallimento di Dio pentendosi dell’unica cosa creata a sua immagine e somiglianza- gli era uscita proprio male potrebbe dire qualcuno), e si addolorò giustamente per averli sterminati, ma disse che non l’avrebbe più fatto perché il cuore dell’uomo è incline al male fin dall’adolescenza ( dal momento in cui diventa maturo e dovrebbe rispettare tutte le sue leggi), Ma per non doverlo più fare doveva fare in modo che l’uomo diventasse solo sua immagine e non anche somiglianza. Tutto è nelle mani di Dio, tranne che il timor di Dio, dicono i rabbini, ed al limite si dice che l’uomo serve a Dio affinché Dio possa vivere (almeno in questo mondo) e viceversa . A Dio serve qualcuno come Abramo per poter realizzare l’alleanza stipulata con Noè con tutta l’umanità, perché è un alleanza unilaterale quella con Noè; solo Dio si è impegnato. Ora non sindacare le mie singole parole, non solo perché non sono uno studioso e posso sbagliare, ma perché sto cercando di sintetizzare al limite ogni cosa, e cerca solo di comprendere i miei ragionamenti ( o sragionamenti). Serve quasi un aiuto a Dio, così come un aiuto che gli fosse simile serviva ad Adamo per diventare come Dio: Ossa della sua ossa, carne della sua carne. Due anime ed un solo corpo ( due anime libere ma unite dall’amore in un solo corpo). Si è scelto Israele come aiuto si potrebbe dire, che dovrà portare a compimento i disegni ed i progetti di Dio. Ma il Signore completerà per me l’opera delle sue mani diceva Davide, perché spetta al Signore completare ogni cosa, proprio grazie ad Israele manifestare se stesso al mondo per farsi conoscere, altrimenti come alla torre di Babele, o come gli altri dei con Sisifo, l’uomo sarà sempre scaraventato negli inferi proprio quando penserà di essere giunto in cima al monte ad un passo dal paradiso (ad un passo dall’altare avvengono i tradimenti nella Bibbia, solo per un poco, ed ancora un poco questo popolo mi lapiderà diceva Mosè). Il Signore nella sua onnipotenza ha già previsto ogni cosa nella sua prescienza, non ha fatto nulla di incompleto, così che beato si è riposato il settimo giorno cessando dal lavoro che aveva fatto. ( Anche nel racconto della creazione, l’uomo è sia immagine e somiglianza di Dio, che solo immagine, e medita parecchio perché niente è un caso o parole superflue). Il noachismo ha origini antiche, ma queste e quelle sono parole di Dio, dicono i rabbini, anche le nostre che pronunciamo oggi sono state date a Mosè sul Sinai, perché ogni cosa ha previsto il Signore fin dalla creazione del mondo, anche il cristianesimo potremmo dire. Ha creato la torah prima della creazione del mondo, e guardando nella torah, ha creato il mondo in conformità con la sua torah, e lui è la stessa cosa con la sua torah. Grande mistero questo, il rapporto che c’è fra Dio e la sua torah, perché se la torah non è in cielo, ed il Signore ha creato il mondo ma non è nel mondo, come fa a rispettare la sua torah? Come fa ad onorare suo padre e sua madre, potrebbe chiedere un bambino monello e birichino? Gli serve qualcuno in questo mondo che rispetti tutta la sua torah con la quale ha creato il mondo, per unire e cielo e terra potremmo dire, essere un tutt’uno con la sua torah, ed un tutt’uno con Dio, solo sua immagine, Ed Il Signore ha creato la torah proprio in vista dell’accettazione di Israele della torah, altrimenti era inutile crearla se nessuno l’avesse accettata. Li avrebbe seppelliti tutti sotto il monte dicono i rabbini, se non avessero accettato la sua torah. In principio era il verbo, ed il verbo era presso Dio, si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi… sta scritto nel prologo del vangelo di Giovanni, la luce risplende nelle tenebre e tutto il resto, venne tra i suoi ma i suoi non l’hanno accolto. Su per giù, vale per Gesù quel che si dice della torah, solo che a quanto sembra e si dice, gli ebrei hanno accettato la torah ma non accolto Gesù, ed i cristiani accolto Gesù e non accettano la torah, o forse ripudiata la torah. Ma noi, o chi vuole, quasi da terzi estranei, come degli atei mi verrebbe da dire, dovremmo chiederci e verificare se forse Gesù, non sia l’unico ad aver sia accettato che accolto la torah, e cosi chiederci o cercare di capire cosa sia mai la torah. Parola è anche fatto in ebraico, vita concreta, pensiero che diventa azione, ed al limite proprio per questo si potrebbe asserire che il verbo si dovrà fare anche carne per non essere solo spiritualismo o vana sapienza. Si deve fare carne il verbo, perché è tutto halachà l’ebraismo, altrimenti parola e fatto, conoscenza ed azione restano sempre divise e separate. L’uomo deve rivestirsi di torah dicono i rabbini, cosi come i cristiani dell’armatura di Cristo diceva San Paolo, e l’albero della vita simboleggia tutta la torah con la quale Dio ha creato il mondo. Il Signore è un Dio verace e senza malizia diceva Mosè, una personale semplice che dice sempre la verità e non inganna mai l’uomo.
    Ora mio caro redattore, seguimi bene. Sono gli ebrei, i rabbini e gli studiosi, cabbalisti o meno, a dire che l’albero della vita è il simbolo della torah, e se è così, se nulla esiste oltre alla torah, il divieto di Dio di non mangiare dell’altro albero è ben fondato, perché se lui stesso è un tutt’uno con la sua torah, al di là di ogni dimostrazione logica, va da sé che egli stesso non mangia di quell’altro albero, perché solo mangiando dell’albero della vita l’uomo è ad immagine di Dio, mentre conoscendo confusamente il bene ed il male, non è più solo sua immagine ma anche somiglianza, allontanandosi da Dio, come sospeso in un limbo, rischiando di divenire solo sua somiglianza, o sperando di divenire solo sua immagine. Ha trasgredito ad un comando di Dio, ed ogni trasgressione è un atto di divinazione disse Samuele a Saul, il re che il Signore ripudiò scegliendosi Davide. E’ peccato voler diventare come Dio, misera illusione umana, ma per non perderci in discorsi che potrebbero sembrare dogmatici, se fra le tante accuse, a Gesù o ai suoi discepoli che l’hanno voluto divinizzare, in primis Paolo, viene rimproverato che essendo un uomo non poteva essere un Dio ( solo per esprimerci semplicemente), il Signore a cui piace ridere( ma che spesso piange) grazie al suo Messia, potrebbe dirci che essendo tutti noi figli di Adamo, siamo noi che volevamo diventare come Dio, non lui, ma invece il suo figlio primogenito e prediletto, sottomettendosi in tutto ai suoi comandi e alla sua volontà, fedele fino alla morte, è stato l’unico uomo a non mangiare del frutto proibito per diventare come Dio, a non farsi ingannare dall’astuto serpente, e proprio per questo è l’unico ad essere immagine di Dio, nutrendosi insieme dello stesso albero ( Vedi l’episodio di Abramo quando stava sotto l’albero quando i tre uomini mangiavano). Gli uomini che conoscono il bene e il male, dopo che si sono fatti ingannare da un animale che avrebbero dovuto dominare, hanno accusato un uomo innocente per il loro stesso peccato, non potendo sapere che Dio non conosce il bene e male, ed erano loro ad essere oltre Dio. Non possiamo soffermarci e spiegare il peccato di Davide, ma per la vita del Signore quell’uomo merita la morte disse Davide, ma quell’uomo sei tu gli disse il profeta Natan, sei tu che hai fatto questo, perché Davide fece morire un uomo che avrebbe dovuto amare come se stesso, solo per difendere il suo trono, ma nessun trono vale più della vita di un uomo, solo la vita ha un valore assoluto, e quando mettiamo qualsiasi cosa al di sopra della vita e del sangue umano, cadiamo nell’idolatria, e per non essere idolatri, i noachidi come tu li chiami, non devono spargere il sangue dell’uomo sulla terra, perché ad immagine di Dio egli l’ha creato. Mio caro redattore, se ci pensi bene e rifletti, per conoscere e rispettare i setti precetti di Noè, come dice la tradizione ed interpretazione rabbinica, gli uomini non hanno bisogno di Israele e di conoscere la torah, perché anche senza conoscere la torah, molti uomini nobili e puri e molti popoli ci sono arrivati da se stessi, perché anche chi non conosce la legge è comunque stato creato da Dio ( sua immagine e somiglianza), colui che è in ogni luogo. Ma per non essere idolatri, e spargere il sangue dell’uomo, hanno bisogno di amarsi gli uni gli altri come fratelli, ma l’unico modo è conoscere l’amore paterno, cosi come si evince dalla storia di Giuseppe ed i suoi fratelli, la storia e l’episodio con cui termina il libro della genesi, la nascita di Israele la cui storia prosegue nel libro dell’esodo. Macchiata di un peccato l’inizio della storia di Israele si potrebbe dire, così come con il peccato di Adamo comincia la storia umana dice qualcuno, ma con il peccato l’astuto serpente ha messo gli uomini contro gli uomini, e caino ammazzò il suo fratello abele, e con lo scontro tra i fratelli prosegue la genesi, compreso i figli dei patriarchi. Il bene e il male è confuso su quell’albero, così come la verità con la menzogna, ed i figli di Adamo sono chiusi nella morsa del peccato, ma se tutti i popoli si nutrono di quell’albero, Israele scelto dal Signore e ricevuto il dono della torah, deve nutrirsi solo dell’albero della vita. Il bene e il male, è il simbolo della totalità della conoscenza, tutta la conoscenza potenziale di questo mondo, ma che Dio è, un Dio che non conosce il bene e il male? Un Dio diverso da tutti gli altri dei, mio caro redattore, perché se gli altri dei si distinguono gli uni dagli altri per la diversa concezione del bene e del male, litigando e facendo ammazzare gli uomini tra di loro per questo, il vero ed unico Dio è sempre oltre, colui che ha creato il mondo ma non è nel mondo, e di tutti gli altri dei se ne fa beffe e se ne prende burla. Se per gli uomini la storia comincia con il peccato di Adamo, per Dio comincia con l’inganno del diavolo la storia, e se per invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo, dividendo cielo e terra, per unire cielo e terra, Il Signore deve rendere vano l’inganno del diavolo. Divieto, peccato e castigo, e sempre di peccato e castigo parlano gli uomini, sia ebrei che cristiani. Ma quale castigo? Certamente ne morirai, e se è cosi, Dio lo può solo salvare il suo Adamo, non certo castigarlo, altrimenti l’astuto serpente gli porterebbe via il suo Adamo, la sua creatura prediletta, l’oggetto del suo amore. In origine fu l’amore dice San Giovanni, e perché Dio ci ha amati gratuitamente noi amiamo gratuitamente, e dopo il concilio di Gerusalemme, l’amore di Dio al mondo dovevano far conoscere a tutti i figli di Adamo o di Noè, come dici tu, ma cambia poco, perché il Signore è Uno, integro ed indivisibile, perché indivisibile è per sua natura l’amore, e l’alleanza è sempre una. Leggi il salmo 116- 117, se vuoi capire il compito di Israele, perché chi si vanta si vanti del Signore è scritto nella Bibbia, e pieno compimento della legge è l’amore diceva San Paolo. Certamente morirai disse il Signore ad Adamo, e quell’uomo malvagio merita la morte disse Davide. Quell’uomo era lui, ma non tu non morirai disse il Signore all’amato del suo cuore, perché non era malvagio nel suo cuore, ma aveva la legge di Dio nel suo cuore, ed il Signore guarda i cuori, non si ferma ai fatti, perché gli piace andare sempre oltre. Il nome Natan, significa dono del Signore in ebraico, tutto è dono del Signore, e come Davide tutti noi dobbiamo sperare che il Signore ci mandi un profeta come Natan, affinché possiamo rispecchiarci in noi stessi e in Dio, conoscendo sia la sua giustizia che la sua misericordia.
    Mi fermo qui per ora, ho scritto forse cose confuse, ma se riesci a confutarle in base alla torah, ne prenderò atto, perché è alla verità di Dio che bisogna dar gloria e non a noi stessi, ed umilmente cercarla camminando insieme agli uomini. Come è bello quando i fratelli vivono insieme, diceva Davide.
    Mio caro redattore, nel tuo articolo sul peccato originale, esposto ancora su questo sito, hai cancellato di fatto il castigo di Dio, omessolo, non l’hai né citato né spiegato, ma solo detto che sembra una sanzione spropositata rispetto al piccolo peccato commesso. Fa paura il castigo, ma non abbiate paura disse Mosè, Dio manderà per voi un profeta pari a me e solo a lui darete ascolto, e di lui non avrete paura. Quando ebbero paura di Dio al monte Sinai, Dio ha promesso un profeta come Mosè, e quando ebbero paura degli uomini, chiedendo un re a Samuele mettendolo davanti al fatto compiuto, Dio promise che gli avrebbe dato un re secondo il suo cuore, e quando vollero il pane nel deserto gli ha dato anche la carne. Gli piace donare ogni cosa a Dio , poter esternare il suo amore, essere amato con il cuore e con l’anima, perché le forze ce li mette lui. Non mangiare dell’albero della conoscenza, e come rinunciare ad ogni cosa di questo mondo, ma nell’abbandono confidente sta la vostra forza dicono i profeti, perché è il Signore che da testimonianza di se stesso, con la sua potenza porta a compimento la sua sapienza. Non avere paura del castigo, e non cancellarlo o eluderlo nelle tue analisi, altrimenti cancellerai ed eluderai anche la sua salvezza.
    Potremmo avere un confrotno sereno e molto più ampio se riesco a sistemare le mie bozze
    saluti

    • Ti confesso che ho letto il tuo commento con estrema fatica e comprendendo onestamente ben poco. Per confrontarmi ho bisogno che i messaggi siano brevi e privi di voli pindarici, altrimenti ti ripeto che mi è impossibile far partire qualsiasi discussione.
      Mi pare tuttavia che gran parte del tuo discorso si fondi sulla differenza tra immagine e somiglianza. Ma tutto viene a cadere nel momento in cui si considera che fra le due non vi è alcuna differenza sostanziale: si tratta essenzialmente di sinonimi. A volte una delle due viene omessa per ragioni metriche e poetiche, ad esempio in Genesi 5 si usa solo “somiglianza” (demut) per creare la figura di suono “adam – demut”. Non si può costruire un’intera riflessione su una differenza che nel testo ebraico non esiste.

  5. Ci sono parole di troppo allora nella Bibbia, eppure c’e scritto che niente bisogna aggiungere e niente togliere. Demut ha assonanza con Adamo, ma ad Adamo ha detto che certamente sarebbe morto, mentre con Noè stipula un’allenza con tutta l umanità, dopo che Adamo aveva infranto il suo divieto. Hai capito ben poco (per colpa mia perché ho dovuto sintetiszzare troppo) ma hai capito qual’è il punto centrale.
    Non ci sono differenze fra i due termini, ma perché gli uomini a somiglianza di DIo vengono sterminati, e con Noé disse che egli ad immagine di Dio ha fatto l’uomo? Perché nel racconto della creazione quando usa solo il termine immagine, dice che maschio e femmina li creò, ma quando parla solo dell’uomo, usa sia immagine che somiglianza? Se sono solo espressioni poeteiche, possiamo solo dolcemente naufragar in questo mare, senza che a niente ci serve la razionalità, ma solo abbandonarci al misticismo e sentimentalismi. ( o fantasie).

  6. Non è così, e su quello che è scritto non possono esserci controversie.
    Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza.. è scrittto in Gn 1, 26. Ma in Gn 1,27 è scritto che Dio creò l’uomo a sua immagine, ad immagine di Dio lo creò; Machio e femmina li creò. Se vedi Dio usò il singolare nella seconda versione, ma il plurarle nella prima. Parlò solo dell’uomo nella prima, e maschio e femmina nella seconda. In Gn 5, 1-2, come ti ho detto i figli di Adamo furono sterminati. La mia Bibbia porta solo il termine somiglianza, ma di certo con Noè usò solo il termine Immagine.
    Io ho ipotizzato che l’uomo che mangia solo dell’albero della vita, è a sua solo immagine, mentre mangiando del bene e del male, è ad immagine e somiglianza, perché ha confuso il bene con il male, la verità con la menzogna, e Dio è solo bene, solo verità, e non mangia di quell’albero. Sono ipotesi queste da verifcare e sviluppare, vedere se reggono ad un analisi biblica, se ci aiutano a capire la Bibbia, seguirle fin dove ci conducono per metterle all prova, per vedere se sono in contraddizione e si avviluppano in se stesse. Io non ti chiedo di credermi, ma di capire, e capire questa ipotesi mi sembra semplice. Se Dio conosce il bene e il male, ci sono contraddizioni insanabli in quel racconto, e tutta la Bibbia sconta queste contraddizioni.
    Poi ti ho parlato dell’idolatria, che cos’è l’idolatria? Difficile spiegarlo, ma potremmo dire che solo la vita umana ha un valore assoluto, e l’uomo per non cadere nell’idolatria non deve spargere il sangue dell’uomo sulla terra, e questo comando diede a Noè, perché il sangue è vita.
    La vita è eterna ed infinita, così come Dio, e mangiando dell’albero della conoscenza, l’uomo ha assolutizzato Dio, illudersi di poterlo possedere e conoscere, ma assolutizzando Dio ha limitato sia Dio che se se stesso, restando chiuso nella morsa del peccato, fra il bene e il male, ed in nome del bene ed il male gli uomini si ammazzano a vicenda. C’è stato un inversione del processo storico hai detto nel tuo articolo, l’uomo che si allontana da Dio. Dio ha creato il mondo ma non è nel mondo, e non si può assoluttizarlo nelle cose di questo mondo. Faccio voli pindarici mi dici, e permettermi un piccolo volo. In Gn, 1, 26-27, si può evincere che nessun uomo può stare da solo di fronte a Dio, Aveva bisogno di un aiuto che gli fosse simile Adamo, così come dello stesso aiuto ha bisogno Dio, potremmo ipotizzare.
    Non ci parli direttamente Dio altrimenti moriremo, dissero gli ebrei a Mosè, e non posso camminare in mezzo a loro, altrimenti li sterminerei tutti disse il Signore a Mosè. Desiderio e paura di incontrarsi l’uomo e Dio, viicni e lontani, il fuoco dell’amore li può unire ed il fuoco della gelosia divorarli, ma hanno bisogno di un intercessore per potersi incontrare si potrebbe ipotizzare, così come gli chiesero un Re per paura degli uomini. Ti chiamerai Israele , perché hai combattuto con DIo e con gli uomini ed hai vinto ( con e non contro), ma si deve combattere solo per amore per vincere ogni paura, e Giacobbe vinse ma domandò pietà e pianse, perché da Dio si lasciò vincere.
    Mi fermo qui, se no naufrago.

  7. Dunque, facciamo un po’ di ordine.
    “Uomo” nel senso di “maschio”, in ebraico si dice Ish. In Genesi 1:26, come anche al capitolo 5, non c’è il termine ish ma Adam, che indica la specie umana, sia maschio che femmina. L’essere umano creato a immagine e somiglianza di Dio è l’Adam, la specie umana in generale.

    In Genesi 5 gli uomini non sono sterminati. il Diluvio viene preannunciato più avanti, nel capitolo 6. Nel capitolo 5 si fa riferimento alla stessa Creazione del capitolo 1, che viene riassunta per introdurre la genealogia dell’umanità prediluviana. Leggi i primi 2 versetti del capitolo e troverai la conferma evidente di ciò che ho appena affermato:

    “Nel giorno in cui Dio creò Adam (=razza umana), a somiglianza di Dio lo fece. Maschio e femmina li creò, e li benedisse, e diede loro il nome di Adam, nel giorno in cui furono creati” (5:1-2).

    Come vedi, il nome di Adam è conferito a entrambi, sia maschio che femmina. L’Adam è fatto a somiglianza di Dio nel giorno in cui fu creato. La frase si riallaccia a Genesi 1:26, ma qui si usa solo il termine “somiglianza” (Adam-demut), che sostituisce “Immagine” (tzelem) in quanto sinonimo.

    L’uomo che mangia dall’albero della conoscenza, come ti ho già fatto notare, non è l’uomo creato a immagine di Dio. Quello è un altro racconto che vive autonomamente su un altro piano tematico e narrativo. Non bisogna confonderli o si rischia di non comprenderne il messaggio.

  8. Mi spiego meglio se ci riesco. Io non sono studioso ma nemmeno un profano, ma a volte ho impressione che siano gli studiosi a volersi arrampicare sugli specchi. Lo so che adamo indica tutto il genere umano, il singolo uomo è Ish, stessa assonanza di Esh, fuoco, e mi andrebbe da dire che solo con il fuoco, ossia con l’amore, può combattere con Dio senza rischiare di essere divorato da Dio. Geloso è il Signore, e il fuoco della sua gelosia consumerà tutta la terra.
    Nel capito 5 si fa riferiemnto alla stessa creazione del capitolo 1,del diluvio se ne parla al capito 6, ma quella creazione del capitolo 5 fu sterminata sotto il diluvio, pentendosi Dio di aver creato l’uomo, e a causa sua, anche l’opera delle sue mani stava per distruggere. Gli chima i figli di Dio gli uomini di quella generazione, gli eroi dell’antichità, i giganti che dominavano la terra, e vedendo che le donne, le figlie degli umoni, erano belle, ne prendevano quanto ne volevano. A somoglianza di DIo, come tu dici, si credevano completi e perfetti, non avevano bisogno di un aiuto che gli fosse simile come l’Adamo della creazione, e la donna non era figlia di DIo potremmo dire, ma qualcosa da dominare e da goderne come tutte le altre creature. D’altronde conoscevano il bene e il male, erano diventati come Dio, diventando saggi e tutto il resto, si sentivano potenti e potevano quasi rapportarsi con DIo da pari a pari. Erano a sua somiglianza, ma solo Il Signore è uno, e dogni cosa è divisa a due a due di fronte a lui, in modo che ognuna conferma i pregi dell’altra, e si possa rispecchiarsi e completarsi nell’altra. E solo uniti nell’amore, il maschio e la femmina diventano un solo corpo e due anime libere, essendo insieme ad immagine di DIo. Dovete sapere che è grande questo mistero, diceva San Paolo. Se Adamo da solo, si sentiva misero e piccolo nel mondo che DIo gli aveva donato, l’Adamo che ha mangiato i frutti di quell’albero si sente il padrone del mondo, che non ha più bisogno della donna per diventare simile a Dio.
    Lo so che mi perdo nei miei ragionamneti, perché non sapendo esprimermi, spero che gli altri riescono a comprendere al di là delle parole. Mi hai detto che non devo mai confondere le logiche dei diversi racconti, così come il racconto della creazione, del peccato di Adamo e dell’episodio del diluvio. Ma il Signore è Uno, essenza e divenire di ogni cosa, una persona semplice che usa sempre la stessa logica, perché la sua logica regge e governa il mondo. La creazione è un processo di separazione, ogni cosa a due a due, perché lui solo è uno, ed anche nel giardino dell’edeno aveva diviso le cose a due. L’albero della vita dall’albero della conoscenza del bene e del male, la vita dalla morte aveva diviso. La libertà al limite è la scelta fra due opzioni diverse, e solo il Signore aveva dato libertà all ‘uomo, perchè poi mangiando dell’altro albero, l’astuto serpente gli ha tolto la libertà. Dovunque stende la sua mano, sempre bene e male mischaito insieme coglierà il nostro Adamo. E’ simbolico il linguaggio il biblio, come la poesia,come il linguaggio dell’amore.

  9. La Creazione che fu sterminata con il Diluvio è quella del capitolo 5, ma anche quella del capitolo 1, che è la stessa. L’uomo a immagine e somiglianza di Dio fu spazzato via. Dividere l’immagine dalla somiglianza non ha senso in quanto la Bibbia stessa menziona l’una e l’altra in maniera assolutamente intercambiabile.

  10. Se l’uomo ad immagine e somiglianza fu spazzato via, come fa a salvarsi? Furono spazzati via i figli di Adamo si potrebbe dire e si salveranno i figli di Noè, se diventeranno ad Immagine di DIo. Non solo ogni parola è importante nella Bibbia, ma ogni lettera dicono gli ebrei, perché con le lettere dell’alfabeto ebraico Dio Ha creato il mondo. Non usa mai le parole a caso il Signore dicono, c’è sempre un significato da esplorare. Se sono intescambiali e significano la stessa cosa, ne poteva usare sempre una sola, magari alternandole, ma sempre una sola. Non sono cose che dico io, ma gli esegeti ebrei, ed anche se non esistono dogmi nell’ebraismo, mi sembra che il metodo sia riconosciuto ed accettato da tutti: “Nessuna parola è mai usata a caso”.
    Cerca di darmi il significato del nome di Uzzà, se puoi, forse nemmeno il suo nome dovrebbe essere un caso.

    • Non ho detto che è un caso. L’uso dei due sinonimi risponde a esigenze letterarie di ritmo e metrica. Questo è un altro principio di esegesi degli antichi rabbini che dovresti apprendere: “dibra Torah kelashon bené adam”, che significa che alcune espressioni della Bibbia sono dovute solo a motivi retorici (non “a caso”).
      L’uomo a immagine e somiglianza fu spazzato via, ma non interamente. Un residuo rappresentato da Noach sopravvisse.
      Il nome di Uzzah significa forse “forza”, ma non ci sono certezze a riguardo. Più significativo mi pare il nome di suo padre.

  11. La retorica non lo so cos’è , ma pensavo l’avessero inventata i filosofici greci e non i rabbini. Scusa se scherzo un pò, ma non puoi dirmi che l’uomo ad immagine e somiglianza fu sapzzato via ma non totalmente, e sopravvisse solo un residuo rappresentato da Noach.
    Sei stato tu a ricordarmi che Adamo rappresenta il genere umnao perchè il singolo uomo è ish. quindi se l’uomo, l’adamo fu spazzato via, fu spazzato tutto via.
    Cmq il significato di forza del nome Uzzà ci sta bene e ti ringrazio, poi se quello del padre è più interessante sarei curioso. Alzò la mano sull’arca del Signore per timore che cadesse Uzzà, forse con la sua forza la voleva sorreggere, ma il Signore è il contrario degl alti dei che se cadono hanno bisogno degli uomini che li rialzano per porli sui piedistalli, dove loro stessi li hanno posti dopo averli creati. Non gli piace chi gli mette le mani addosso per non farlo barcollar il Signore perché se cade si rialza da solo, e non ha bisogno di uomini che lo difendono, e ne di chi confida nella sua forza per camminare insieme a lui. Nell’abbando confidente sta la vostra forza dicono i profeti, perché lui vuole il cuore e l’animo di un uomo. Io vengo per metterti alla prova per vedere cosa hai nel cuore e nell’animo disse, e le forze poi ce li mette lui, anche se a volte la sua arca può barcollare un pò sui sentieri tortuosi di questo mondo.

  12. La retorica, scienza del discorso, è parte di qualsiasi testo letterario. La Bibbia è strapiena di figure retoriche: ci sono metafore, chiasmi in ogni pagina, figure di suono, merismi e tanto altro. Tutto questo è retorica. Se ti interessa l’argomento, ti consiglio un libro che ho letto recentemente, “L’arte della narrativa biblica” di Robert Alter, grande critico letterario.
    La Genesi afferma molto chiaramente che Noach, membro dell’umanità prediluviana, sopravvisse al Diluvio. Come si può negarlo? E a che pro? Continuo a non capire. “Essi furono sterminati dalla terra e rimase solo Noach e chi stava con lui nell’arca” (Genesi 7:23). Noach è ciò che rimane di quell’Adam primordiale dopo l’inondazione della terra.

    Ho detto che il nome del padre di Uzzah è più interessante perché costui si chiamava Avinadav, che può essere letto come la fusione di due nomi: Nadav e Avihu. Non a caso, questi sono i nomi dei due figli di Aaron che morirono nel Tabernacolo per un errore molto simile a quello compiuto da Uzzah.

  13. Ti ringrazio per la preziosa indicazione su Uzzà e sul nome di suo padre. Tutto è collegato nella Bibbia ed ogni parola ha la sua importanza, ed infinite sono le sue profondità. Le meraviglie del Signore nessuno le può contare, quando uno finisce, allora cominica sta scritto.
    Le parole sono importantissime, ma noi uomini dobbiamo cercare di evitare di litigare con le parole, anche quando diciamo un pò la stessa cosa. Adamo (genere umano) ha peccato, e di certo ne sarebbe morto disse il Signore, ma se lui muore, o se è il Signore stesso che li stermina tutti sotto il diluvio, sarebbe il Signore ad essere uno sconfitto. Un pò come gli ricordo Mosè nell’episodio di Corna che qui non possiamo stare a commentare, Dai gloria alla potenza del tuo nome gli ricordò, Un uomo giusto può salvare il mondo dicono i rabbini, e con Noè diede inizio ad una nuova umanità, e qui disse che egli ha fatto l’uomo a sua immagine, stipluando un allenza con lui. Io sottolineavo solo la differenza fra essere solo a sua immagine, ed invece anche somiglianza, per me importantissima e per te meno, o ininfluente
    Mi interessa molto la retorica, la scienza del discorso applicata alla Bibbia, perché importantissimo per trovare il giusto metodo per capire e decifrare la Bibbia.
    Cercherò il libro che mi hai indicato, ma leggerlo credo che sarà un problema, impegnato con il mio lavoro oltre che con i miei scritti che non mi danno libertà finché non riesco a completarli sempre se ci riesco.
    Ho letto grazie a te su questo sito il termine ” Chiasmo” in riferimento al peccato di Adamo mi sembra.Se ho capito bene dovrebbe essere un discorso parallelo e simmetrico, dove il discorso ed il racconto finisce là dove ha avuto inizio( almento per i personaggi coinvolti ed il tema principale) convergendo verso un centro che lo divide in due parti, ed una parte è il contrario dell’altra, almento per le sue conseguenze.
    Ho fatto confusione, ma sarebbe bello avere una definizione precisa, quasi geometrica, perché l’impressione è che ce nesiano molti di chiasmi, anche compenetrati, e come se a volte un chiasmo comprende un altro , allargandosi sempre più in un grande chiasmo, cosi che tutta la Bibbia sia un chiasmo che ne racchiude infiniti.
    Approfitto di te su tante cose.
    Da Sion uscirà la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore, dice isaia,
    Chiedendo ad un rabbino poco tempo fa, la differenza fra Sion e Gerusalemme, e perché mai la legge sembra essere associata sempre a SIon,mi ha detto che è una forma poetica e letteraria. Ma curioso gli ho fatto diverse domande sulla città vecchia di Gerusalemme, e credo di aver ricevuto importanti indicazioni.o indizi
    Il tempio era costrutito nel territorio della tribù di beniamino, che confinava con quella di Giuda, e la cittadella di Sion, del Re Davide si trovava nel territorio di Giuda, e l’odierno muro del pianto,mi ha detto che segnava il confine fra il territorio di beniamino e di Giuda.
    Non so se me ne puoi dare conferma, e perchè spesso i porfeti tengono distinti Sion e Gerusalemme.
    Riguardo ad Uzzà, sto cercando di capire questo strano episodio, e non ho capito bene invece l’errore dei due figli di Aronne che offrirono un fuoco illegittimo al Signore.
    Lento all’ira e ricco di misericordia è il Signore, ma con loro altro che lento all’ira, all’istante li ha folgorati, e non si scherza mai con il fuoco del Signore a quanto pare. Fuoco divoratore, ma è bello pure scherzare innocentemente a volte.
    Ci risentiremo, un caro saluto

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